I nuovi cali di borsa
Si possono definìre nuovi cali di borsa quelli di oggi? Secondo me no visto che da molto tempo ormai non si vedono dei rialzi!
Battute a parte l’articolo di oggi non vuole assolutamente commentare l’andamento di mercato, peraltro già ampiamente preannunciato in un paio di articoli precedenti, quanto piuttosto portare l’attenzione a quello che i notiziari e l’informazione di massa cerca di far passare come giustificativo di quello che succede, ovvero la situazione della Grecia.
Per favore: la Grecia è fallita ormai da mesi, lasciate che il moribondo se ne vada con dignità e non tirate in causa sempre i suoi mail a giustificare tante altre nefandezze.
Quello che ormai tutti sappiamo non può essere ulteriormente utilizzato come scusa per autorizzare altri sperperi di denaro (debito pubblico europeo) a favore di un sistema finanziario dedito ormai quasi esclusivamente alla speculazione. Se delle nuove iniezioni di liquidità ci devono essere, ammesso e non concesso che la quantità di denaro in circolazione non sia già ben oltre le effettive necessità, devono andare nella direzione del risanamento e dell’ evoluzione economica. Attenzione non della crescita come tutti si ostinano a predicare. Non può esserci una crescita se le fondamenta non sono più in grado di sostenere l’impalcatura esistente, bisogna evolvere. Ovviamente l’evoluzione comporta enormi sacrifici e costi, risorse che si possono tranquillamente reperire da tutti quegli stanziamenti inutili che sono stati fatti per il recupero di paesi che hanno deciso di non onorare i loro debiti. Ch questi paesi falliscano, come la Grecia, e che siano monito a tutti quelli che predicano il ritorno alle vecchie monete nazionali.
Nel frattempo, aspettando che gli illustrissimi tecnici e politici di ogni sorte si scambiano le loro dichiarazioni di responsabilità (per inciso, che Monti dica che deve riflettere chi ha creato la crisi è una ignobile affermazione dato che lui occupa quella poltrona proprio per risolvere il problema della crisi che fin’ora non ha fatto che accentuare!), vedremo le nostre attività e le nostre aziende perdere valore a vantaggio di pochi ricchi speculatori…
Monti ha mangiato la colomba…
… ma arriverà a festeggiare ferragosto al mare?
La situazione è tragi-comica. Al di là degli effetti che si ripercuotono sui mercati finanziari, cosa di cui ci occupiamo prevalentemente, quello che si prospetta per il nostro governo è abbastanza singolare. Forse l’unico paese a cui potremmo tendere la mano è il Belgio con i suoi due anni senza organo esecutivo.
Gli effetti sui mercati finanziari sono poco più che scontati già da qualche tempo, e basta leggere l’ultimo articolo che è stato pubblicato sul blog. Se proprio vogliamo concludere l’osservazione fatta precedentemente possiamo dire che le affermazioni di un ulteriore rallentamento dell’economia non hanno sorpreso ma hanno dato un altro stimolo al calo dei mercati borsistici.
Un segnale molto importante arriva dal tasso euribor che si è riportato sui minimi e quindi si conferma lo stato di salute del sistema che endemicamente provvede a reagire sulle debolezze sistemiche per poter poi dare la possibilità a tutto il circuito economico finanziario di non collassare. E di questi tempi non è poco.
Una considerazione che riteniamo invece molto importante e soprattutto un valore da monitorare nei prossimi mesi è l’andamento del risparmio delle famiglie italiane. Il dato pubblicato dall’ISTAT lo scorso 4 Aprile mette in evidenza che siamo ai livelli minimi dal ’95. Questo dato è molto importante perchè se fin’ora il nostro paese è riuscito ad andare avanti è grazie a questa massa enorme di denaro che noi formichine siamo state in grado di non spendere e che ha consentito alle nostre banche di mantenersi più che decorosamente a galla durante le bufere dello scorso autunno.
Qui mi ricollego all’apertura di questo articolo. La situazione singolare è proprio questa, abbiamo un sistema che riesce a risolvere da solo una situazione molto pericolosa e molto preoccupante per tutto il mondo finanziario (in tutto il Mondo si temeva il contagio greco ai paesi dell’Euro e soprattutto all’Italia), abbiamo rivoluzionato il nostro sistema politico con un governo “tecnico” che avrebbe dovuto traghettarci fuori dalle acque tempestose della crisi e dello spread a 500 punti. In tutto questo arrivando a calpestare quel briciolo di intelligenza che si può trovare in ogni angolo di strada del nostro paese, facendo passare per necessarie manovre capestro di innalzamento dei prezzi di TUTTI i beni acquistabili, senza minimamente toccare i capitoli di spesa. Rilancio dell’economia prevalentemente pubblicizzato con l’abolizione dell’art. 18 (ora io non sono un genio, ma se il problema è la disoccupazione, cosa mi cambia dare la possibiltà di licenziare, forse il governo pensa che se la mia azienda va male perchè non ho ordinativi e quindi non assumo ma metto in cassa integrazione, se aboliscono l’art. 18 mi metto ad assumere come un forsennato per poi provare il piacere di licenziare tutti quanti. Lo scaltro invece pensa, assumo per far vedere allo Stato che sto creando cupazione, mi faccio dare gli incentivi, ma siccome gli ordini non arrivano, non vendo niente e quindi chiudo licenziando tranquillamente tutti perchè hanno tolto l’articolo 18! Ma come ripeto, io non sono un genio…). Bene detto questo cosa succede? Che il Governo rischia di non avere più appoggi sufficienti per andare avanti e quindi, dato che il governo di politici l’abbiamo abolito, quello dei tecnici non ci piace… mi sa che resta la dittatura e la guerra civile come possibilità per il futuro… Staremo a vedere.(Ovviamente lo scrivo in tono simil-ironico sperando che ci sia finalmente un momento di revisione generale del sistema italiano e soprattutto non cruento).
Spreadaffare
Per qualche tempo abbiamo vissuto un autentico romanzo di quel valore che da sempre esiste ma che nessun media aveva mai preso in considerazione perchè non abbastanza allarmante da essere pubblicato. Ccome già scritto altre volte lo spread non è altro che il DIFFERENZIALE TRA DUE VALORI e in questo caso specifico la misurazione della differenza di rendimento tra un titolo di Stato tedesco e un Titolo di Stato Italiano, rispettivamente Bund e BTP, della durata di dieci anni.
Persino il presidente del Consiglio Mario Monti aveva parlato di spread durante le sue conferenze, e addirittura la sua “campagna pubblicitaria” si basava proprio sul fatto che le mosse da lui approntate avrebbero portato a una drastica diminuzione di questo valore.
Così è stato. Bene per chi, come l’imprenditore che acquistò addirittura una pagina di un quotidiano per sostenere i nostri BTP, ha acquistato titoli di debito italiani perchè oggi può godersi un rendimento ottimo.
Ma lo spread è stato un affare passato e adesso che non ne parlano più così assiduamente non è più da tenere in considerazione?
Ovviamente no. Come dicevo questo valore esiste ed è oggetto di valutazione da molto più tempo di quanto normalmente si pensi. Ed è proprio perchè ultimamente lo si nomina solo quando è prossimo a valori “psicologicamente” importanti che potrebbe essere un buon approdo di liquidità.
Osserviamo infatti che ci sono alcuni elementi disturbatori che potrebbero alimentare un flusso di investimenti particolarmente interessante. Questi elementi sono:
1) la delusione per i dati economici recentemente pubblicati
2) le tensioni politiche in Italia dove il consenso diffuso per il governo non è più così solido
3) un aumento dello spread della Spagna
4) lo stato di recessione di Italia, Spagna, Belgio, Olanda e soprattutto Portogallo.
Tutti elementi che portano inevitabilmente il riproporsi di quel “timore contagio” che partendo dalla situazione Greca aveva affossato i listini di mezza Europa. Ovviamente i media continuano la loro opera di terrore mostrando le tragiche vicende dei disoccupati spagnoli, e i listini calano.
Ma tutto questo aveva già dato i suoi segnali e che questa primavera sarebbe iniziata una fase di storno non è una novità per molti analisti.
Ma come sempre le situazioni si possono vivere in due modi: o si subisce o si affronta. E spesso chi non subisce ha la meglio.
Quindi, come è accaduto per il default della Grecia che per chi ha letto gli articoli non è stato una sorpresa, anche stavolta “osservare” …. permetterà di non finire sugli scogli…
Denaro contante..
Ulteriore stretta alla circolazione del denaro contante.
Il limite che più volte è stato ritoccato oggi è pari a 1.000 euro.
Cosa significa:
1) divieto di pagamenti e trasferimenti (il nonno che vuole dare 1000 euro al nipote deve fare una donazione!)
2) titoli al portatore (il libretto di risparmio non può più esistere per importo superiore ai 1000 euro e di fatto non ha più nessun senso averne uno dato che ogni libretto costa 34,20 euro di bollo)
3) gli assegni bancari e postali devono essere tutti nominativi e non trasferibili.
ATTENZIONE perchè ogni transazione che supera questo limite deve essere comunicata al ministero dell’Economia e delle Finanze e le segnalazioni all’Unità di informazione finanziaria e, fatto salvo che il comportamento costituisca più grave reato, la mancata segnalazione comporta una sanzione amministrativa pecuniaria a carico dei soggetti coinvolti che va dall’1 al 40% della transazione.
Questo per disincentivare l’evasione fiscale. Si è sicuramente pensato che imponendo la tracciabilità dei pagamenti sarà più difficile evadere il fisco. Certo perchè in macelleria o al ristorante o in pizzeria o all’elettricista o all’idraulico o al fruttivendolo tutte le volte devo pagare più di 1000 euro!!!
Non fraintendete, non voglio con questo dire che tutte queste persone sono evasori, osservo solo che la manovra è assolutamente inefficace nei presupposti, per due motivi:
1) tante categorie di potenziali evasori non vengono minimamente toccate
2) la grande evasione fiscale (che è il VERO problema) non sarà sicuramente disincentivata da questa norma perchè l’evasione avviene con manovre societarie, con transazioni internazionali e non con lo scontrino non battuto!
Una mia personale considerazione: l’aumento della pressione fiscale incentiva il desiderio di fuga, provassero a ridurre le imposte probabilmente arriverebbero più soldi perchè il contribuente si sentirebbe di pagare il giusto. Ma…






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