I nuovi cali di borsa

Si possono definìre nuovi cali di borsa quelli di oggi? Secondo me no visto che da molto tempo ormai non si vedono dei rialzi!

Battute a parte l’articolo di oggi non vuole assolutamente commentare l’andamento di mercato, peraltro già ampiamente preannunciato in un paio di articoli precedenti, quanto piuttosto portare l’attenzione a quello che i notiziari e l’informazione di massa cerca di far passare come giustificativo di quello che succede, ovvero la situazione della Grecia.

Per favore: la Grecia è fallita ormai da mesi, lasciate che il moribondo se ne vada con dignità e non tirate in causa sempre i suoi mail a giustificare tante altre nefandezze.

Quello che ormai tutti sappiamo non può essere ulteriormente utilizzato come scusa per autorizzare altri sperperi di denaro (debito pubblico europeo) a favore di un sistema finanziario dedito ormai quasi esclusivamente alla speculazione. Se delle nuove iniezioni di liquidità ci devono essere, ammesso e non concesso che la quantità di denaro in circolazione non sia già ben oltre le effettive necessità, devono andare nella direzione del risanamento e dell’ evoluzione economica. Attenzione non della crescita come tutti si ostinano a predicare. Non può esserci una crescita se le fondamenta non sono più in grado di sostenere l’impalcatura esistente, bisogna evolvere. Ovviamente l’evoluzione comporta enormi sacrifici e costi, risorse che si possono tranquillamente reperire da tutti quegli stanziamenti inutili che sono stati fatti per il recupero di paesi che hanno deciso di non onorare i loro debiti. Ch questi paesi falliscano, come la Grecia,  e che siano monito a tutti quelli che predicano il ritorno alle vecchie monete nazionali.

Nel frattempo, aspettando che gli illustrissimi tecnici e politici di ogni sorte si scambiano le loro dichiarazioni di responsabilità (per inciso, che Monti dica che deve riflettere chi ha creato la crisi  è una ignobile affermazione dato che lui occupa quella poltrona proprio per risolvere il problema della crisi che fin’ora non ha fatto che accentuare!), vedremo le nostre attività e le nostre aziende perdere valore a vantaggio di pochi ricchi speculatori…

BASTA!

Il sole 24Ore di quel famoso giorno di “svolta” titolava a caratteri cubitali ” FATE PRESTO”.

Negli stessi giorni mi trovavo a scrivere alcune considerazioni che titolavo “monti non serve se…”

Oggi contro lo spirito che mi ha portato a scrivere questo blog, non posso non dire BASTA!

 

 

 

 

 

 

 

Stiamo assistendo indifferenti all’impoverimento della nostra ricchezza non solo economica ma anche culturale e sociale. Fino a qualche mese fa, chi si occupava di economia poteva dire senza timore di essere smentito che il nostro Paese ce l’avrebbe sicuramente fatta ad affrontare qualsiasi crisi finanziaria perchè nella nostra cultura è insito il principio nobile del risparmio. Oggi chi scrive non si sente più così tranquillo nel fare simili affermazioni. Il motivo purtroppo però non sta in un errore di valutazione ma nella constatazione che nel nostro paese si sta soppiantando la cultura del fare con quella del giudicare.

Forse per troppo tempo chi fa il mio lavoro ha fatto intendere alla massa, aiutato indubbiamente dall’informazione globale, che il lavoro produttivo, lo sforzo manuale, il sudore e la fatica fisica non consentono di arrivare a un livello di benessere come quello che si ottiene seduti dietro a un terminale a frullarsi il cervello con grafici e numeri che si accendono come lampadine di un albero di natale.

Oggi i “nobili” lavoratori di un tempo, quelli che hanno dato “lacrime e sudore” per la loro piccola attività, sono vittime di una sanguisuga che si chiama amministrazione pubblica che come un socio opportunista ha mandato in malora l’azienda e pur rendendosene conto, persevera ad attingere al cassetto del registratore di cassa per le sue spese personali. In altri ambiti questo comportamento è definito da PARASSITA: un organismo che attinge risorse da un altro essere vivente addirittura, in questo caso, fino alla morte di quest’ultimo. Il parassita, come il virus in medicina va curato e debellato. Si deve trovare un vaccino.

Io non sono un medico per questo soffro quando sento che nobili lavoratori che hanno CREATO dal niente una attività, hanno portato avanti un’IMPRESA con passione dedizione e volontà, soffocati da sensi di colpa e giudizi morali che nessuno gli ha mai insegnato ad affrontare con il giusto distacco, decidono di morire. Lanciano un urlo così forte che solo il PARASSITA non sente perchè preso dalla sua ingordigia.

Chi ha nel DNA la propensione al risparmio, istintivamente di fronte a una possibile avversità provvede a fare cassetto, fa “scorte per l’inverno”. Quando poi l’inverno arriva (e sono ormai parecchi anni che viviamo quest’inverno) il sistema si mantiene e prosegue fino alla nuova primavera. A meno che non ci sia un PARASSITA che viene a prendersi le scorte. Allora tutto quello che è stato fatto non è servito a nulla perchè l’inverno non si supera… E si muore.

La vertiginosa accelerazione alla decrescita che ha dato questo governo è ormai palese. Persino il governatore Draghi, senza troppi giri di parole, ha recapitato al sig. Monti un bel messaggio di INCOMPETENTE.

Il malato era grave, e il medico lo sta curando con le medicine sbagliate. Per me non esisteva nemmeno un malato da curare, ma qualcuno voleva vendere delle medicine a tutti i costi.

Quindi a questo punto, non parliamo di crisi, perchè per qualcuno non è mai esistita e quindi è soggettiva, ma piuttosto stiamo attenti a quali saranno gli effetti collaterali che la cura produrrà nei prossimi mesi. Saranno i segnali per una via di guarigione più o meno lunga.

Rimbalzi

Dopo un paio di settimane di volatilità esasperata, con i listini azionari di tutto il vecchio continente che hanno segnato forti flessioni, sembra, da qualche giorno tornato il sereno.

Mi premuro a scrivere questo breve articolo perchè da più parti ho trovato segnali di attenzione perchè questi giorni sono da considerarsi come una “anomalia” rispetto a quello che dovrebbe essere.

In effetti i segnali dai fondamentali non possono essere considerati ottimistici e la previsione a breve non può che dare la condanna definitiva di un sistema che si dimostra ogni giorno sempre più fallimentare. Con il consueto effetto domino tutti i paesi risentiranno di questa debacle finanziaria italiana e quindi è opportuno prepararsi ad un inizio estate abbastanza “freddo” sul fronte degli utili e dei risultati positivi in materia finanziaria.

Come sempre qui non facciamo previsioni, non studiamo grafici ed analisi tecniche, ma stiamo semplicemente ad osservare. In costante navigazione è bene non dimenticarsi di ascoltare i bollettini meteo, leggere la carta del barometro e leggere i valori del vento… In questo parallelismo i dati che arrivano e le osservazioni “al suolo” ci fanno pensare che avvicinarsi alla costa e godersi il mare in qualche rada in questo momento potrebbe essere troppo pericoloso, meglio prepararsi per un periodo di “temporali” al largo o ridossare in baie molto protette. Ovvero Cogliere l’occasione di questi rialzi di mercato per uscire dal comparto azionario e rifugiarsi in rendimenti stabili e magari non in eurolandia potrebbe dare molte soddisfazioni quest’autunno.

E’ primavera, si cambia abbigliamento e come sempre un buon consigliere potrà aiutarci a trovare il nostro vestiario ideale.

 

 

 

Monti ha mangiato la colomba…

… ma arriverà a festeggiare ferragosto al mare?

La situazione è tragi-comica. Al di là degli effetti che si ripercuotono sui mercati finanziari, cosa di cui ci occupiamo prevalentemente, quello che si prospetta per il nostro governo è abbastanza singolare. Forse l’unico paese a cui potremmo tendere la mano è il Belgio con i suoi due anni senza organo esecutivo.

Gli effetti sui mercati finanziari sono poco più che scontati già da qualche tempo, e basta leggere l’ultimo articolo che è stato pubblicato sul blog. Se proprio vogliamo concludere l’osservazione fatta precedentemente possiamo dire che le affermazioni di un ulteriore rallentamento dell’economia non hanno sorpreso ma hanno dato un altro stimolo al calo dei mercati borsistici.

Un segnale molto importante arriva dal tasso euribor che si è riportato sui minimi e quindi si conferma lo stato di salute del sistema che endemicamente provvede a reagire sulle debolezze sistemiche per poter poi dare la possibilità a tutto il circuito economico finanziario di non collassare. E di questi tempi non è poco.

Una considerazione che riteniamo invece molto importante e soprattutto un valore da monitorare nei prossimi mesi è l’andamento del risparmio delle famiglie italiane. Il dato pubblicato dall’ISTAT lo scorso 4 Aprile mette in evidenza che siamo ai livelli minimi dal ’95. Questo dato è molto importante perchè se fin’ora il nostro paese è riuscito ad andare avanti è grazie a questa massa enorme di denaro che noi formichine siamo state in grado di non spendere e che ha consentito alle nostre banche di mantenersi più che decorosamente a galla durante le bufere dello scorso autunno.

Qui mi ricollego all’apertura di questo articolo. La situazione singolare è proprio questa, abbiamo un sistema che riesce a risolvere da solo una situazione molto pericolosa e molto preoccupante per tutto il mondo finanziario (in tutto il Mondo si temeva il contagio greco ai paesi dell’Euro e soprattutto all’Italia), abbiamo rivoluzionato il nostro sistema politico con un governo “tecnico” che avrebbe dovuto traghettarci fuori dalle acque tempestose della crisi e dello spread a 500 punti. In tutto questo arrivando a calpestare quel briciolo di intelligenza che si può trovare in ogni angolo di strada del nostro paese, facendo passare per necessarie manovre capestro di innalzamento dei prezzi di TUTTI i beni acquistabili, senza minimamente toccare i capitoli di spesa. Rilancio dell’economia prevalentemente pubblicizzato con l’abolizione dell’art. 18 (ora io non sono un genio, ma se il problema è la disoccupazione, cosa mi cambia dare la possibiltà di licenziare, forse il governo pensa che se la mia azienda va male perchè non ho ordinativi e quindi non assumo ma metto in cassa integrazione, se aboliscono l’art. 18 mi metto ad assumere come un forsennato per poi provare il piacere di licenziare tutti quanti. Lo scaltro invece pensa, assumo per far vedere allo Stato che sto creando cupazione, mi faccio dare gli incentivi, ma siccome gli ordini non arrivano, non vendo niente e quindi chiudo licenziando tranquillamente tutti perchè hanno tolto l’articolo 18! Ma come ripeto, io non sono un genio…). Bene detto questo cosa succede? Che il Governo rischia di non avere più appoggi sufficienti per andare avanti e quindi, dato che il governo di politici l’abbiamo abolito, quello dei tecnici non ci piace… mi sa che resta la dittatura e la guerra civile come possibilità per il futuro…  Staremo a vedere.(Ovviamente lo scrivo in tono simil-ironico sperando che ci sia finalmente un momento di revisione generale del sistema italiano e soprattutto non cruento).

Spreadaffare

Per qualche tempo abbiamo vissuto un autentico romanzo di quel valore che da sempre esiste ma che nessun media aveva mai preso in considerazione perchè non abbastanza allarmante da essere pubblicato. Ccome già scritto altre volte lo spread non è altro che il DIFFERENZIALE TRA DUE VALORI e in questo caso specifico la misurazione della differenza di rendimento tra un titolo di Stato tedesco e un Titolo di Stato Italiano, rispettivamente Bund e BTP, della durata di dieci anni.

Persino il presidente del Consiglio Mario Monti aveva parlato di spread durante le sue conferenze, e addirittura la sua “campagna pubblicitaria” si basava proprio sul fatto che le mosse da lui approntate avrebbero portato a una drastica diminuzione di questo valore.

Così è stato. Bene per chi, come l’imprenditore che acquistò addirittura una pagina di un quotidiano per sostenere i nostri BTP, ha acquistato titoli di debito italiani perchè oggi può godersi un rendimento ottimo.

Ma lo spread è stato un affare passato e adesso che non ne parlano più così assiduamente non è più da tenere in considerazione?

Ovviamente no. Come dicevo questo valore esiste ed è oggetto di valutazione da molto più tempo di quanto normalmente si pensi. Ed è proprio perchè ultimamente lo si nomina solo quando è prossimo a valori “psicologicamente” importanti che potrebbe essere un buon approdo di liquidità.

Osserviamo infatti che ci sono alcuni elementi disturbatori che potrebbero alimentare un flusso di investimenti particolarmente interessante. Questi elementi sono:

1) la delusione per i dati economici recentemente pubblicati

2) le tensioni politiche in Italia dove il consenso diffuso per il governo non è più così solido

3) un aumento dello spread della Spagna

4) lo stato di recessione di Italia, Spagna, Belgio, Olanda e soprattutto Portogallo.

Tutti elementi che portano inevitabilmente il riproporsi di quel “timore contagio” che partendo dalla situazione Greca aveva affossato i listini di mezza Europa. Ovviamente i media continuano la loro opera di terrore mostrando le tragiche vicende dei disoccupati spagnoli, e i listini calano.

Ma tutto questo aveva già dato i suoi segnali e che questa primavera sarebbe iniziata una fase di storno non è una novità per molti analisti.

Ma come sempre le situazioni si possono vivere in due modi: o si subisce o si affronta. E spesso chi non subisce ha la meglio.

Quindi, come è accaduto per il default della Grecia che per chi ha letto gli articoli non è stato una sorpresa, anche stavolta “osservare” …. permetterà di non finire sugli scogli…

 

Il default della Grecia

Ne avevamo parlato alla fine dell’autunno. Avevamo previsto che le riunioni di Dicembre e poi quelle di Febbraio, nonchè i vari consulti a livello europeo non avrebbero probabilmente sortito un valido aiuto per evitare il default. L’agonia è stata prolungata, i rivoltosi greci hanno messo letteralmente a ferro e fuoco i dintorni del parlamento di Atene, ma alla fine nulla hanno potuto: i titoli greci hanno dato il DEFAULT.

Cosa succede ora? Niente! Se non per chi detiene delle obbligazioni greche in portafoglio (privati o banche) che vedrà diminuire drasticamente il valore degli investimenti. Un po’ come accadde con l’Argentina.

Per quei pochi sfortunati o sprovveduti che hanno questi titoli, sintetizzo brevemente i dettagli della proposta

La proposta prevede un’offerta di scambio delle obbligazioni in circolazione consistente nella riduzione del valore nominale dei titoli del 53.5% (haircut).

 La condizione necessaria per avviare l’operazione di scambio è un’adesioni all’offerta pari a oltre il 90% del totale dei detentori privati, rispetto alle informazioni attualmente disponibili,  al raggiungimento di tale soglia, l’operazione di scambio sarà vincolante solo per  chi ha aderito.

 I termini dell’operazione sono riportati nell’“Invitation Memorandum”, pubblicato in lingua inglese dal Parlamento greco sul sito  www.greekbonds.gr , tale documento potrebbe essere suscettibile di variazioni

 Di seguito si riportano i possibili scenari che potrebbero verificarsi in base alle percentuali di adesione :

ü  Sotto il 75% di consensi, l’operazione di scambio viene cancellata

ü  Oltre il 90% di consensi, l’operazione di scambio viene avviata per i soli aderenti

ü  Tra il 75% e il 90% di consensi, la Grecia si riserva la possibilità di introdurre e attivare le Clausole di azione collettiva (Cacs) con dettagli che verranno comunicati

 VALORE DI RISTRUTTURAZIONE DEL TITOLO:

Valore nominale del titolo                        100

Percentuale ufficiale dell’haircut           53.5% (cioè ogni 10.000 euro di valore nominale me ne vengono CANCELLATI 5.350)

Valore rimanente del titolo in caso di adesione con concambio 46.5%. Di questa percentuale i titolari delle obbligazioni riceveranno 31.5% con:

a)  N°20 Nuovi Bond con scadenze comprese tra il 2023 al 2042

b)  GDP Linked Securities (legato all’andamento del Pil della Grecia)

Il 15% con 2 Titoli emessi dal EFSF (European Financial Stability Facilities)

Gli interessi maturati e non pagati sui titoli oggetto del concambio verranno ripagati attraverso titoli ESFS (European Financial Stability Facilities) zero coupon con scadenza 6 mesi.

Al di la di questi dettagli tecnici che spero siano utili per pochissime persone detentrici di questi titoli, la considerazione e il calcolo da fare in questi giorni è l’impatto che questo taglio avrà sui bilanci delle banche (SOPRATTUTTO TEDESCHE E FRANCESI).

Dai primi segnali si può osservare un generalizzato indebolimento della situazione borsistica che però potrebbe essere tendenziosa e solo frutto di piccole speculazioni di brevissimo termine. Teniamo il timone ben saldo e stiamo a vedere da che parte spirerà il vento.

 

 

La Grecia: fallimento o salvataggio?

Dopo una pausa piuttosto lunga, più lunga del previsto, ritorniamo ad osservare i fenomeni del mondo finanziario per cercare di orientarci e trovare delle risposte alle domande che sorgono quando ci si pone di fronte alle scelte in materia di investimenti.

In questo primo nuovo articolo esaminiamo i dubbi che ci si può legittimamente porre di fronte alle scelte di salvataggio della Grecia. Il paese che ha “contagiato” l’area euro portandolo alla recessione.

Da quello che si può osservare si può vedere che i momenti di tensione della fine 2011 sono passati e non solo sono stati quasi “normalizzati” ma per qualcuno (che è stato pronto a virare) sono anche stati due mesi di guadagni interessanti.

Le condizioni attuali non consentono ancora di prevedere il salvataggio della Grecia e quindi si tratta solo di una fase di bonaccia di breve periodo. Le tensioni a medio e lungo termine porteranno a nuove immissioni di liquidità nel sistema bancario da parte della BCE. A breve la congiuntura economica non presenta segni di ripresa, anche se i dati fondamentali sono puntualmente migliori rispetto alle attese, lo scenario complessivo per quest’anno è di recessione per l’intera area euro. Questo elemento potrebbe anche portare nel corso dell’anno a un piccolo ritocco dei tassi di interesse da parte della BCE, che confermerebbe le tendenze dei tassi Euribor a breve.

La possibile iniezione di 500 miliardi di euro, attraverso l’emissione di obbligazioni, porterebbe sicuramente a un nuovo beneficio per il sistema finanziario che non avrebbe più alibi per far fronte alle richieste di credito da parte del sistema economico e darebbe quindi il via a una nuova fase di espansione.

Osserviamo però che le tensioni politiche all’interno dell’europa non consentono piani di sviluppo a medio termine e soprattutto le aspettative di questa primavera si concentreranno sulle attese per le elezioni americane. Quindi sarà probabile che i valori dei mercati azionari europei si spostino lateralmente senza grossa volatilità.

Si parla poco di paesi emergenti, ma non si ferma il processo di adeguamento alle economie evolute e quindi un’attenzione particolare va doverosamente dedicata ai paesi dell’america latina con il Brasile in testa, mentre resta un certo scetticismo nei confronti della Cina.

Ovviamente in questa fase molti risparmiatori si sono arenati sul brevissimo termine e non vogliono sentir parlare di investimenti perchè le ferite aperte da TUTTI i mercati nello scorso anno bruciano ancora.

Come sempre però la cura sta nel “male” che ha causato il dolore e il principio “omeopatico” vale soprattutto in queste fasi di mercato. Ovviamente con un buon medico e un buon metodo!

Vox populi…

Osservare anche quello che le persone tentano di urlare a gran voce a chi detiene il potere di decidere.

Tacciati di populismo e demagogia spesso molti rappresentanti sono stati zittiti e così pare che nessuno voglia ascoltare quello che sempre più è un malcontento diffuso e una ragionevole dose di iracondia che serpeggia nel Paese.

Ormai non si tratta più nè di demagogia nè di populismo, qui si tratta di apprendere con intelligenza che le persone non sono stupide nè ignoranti, anzi, forse fin troppo “informate”. Una indigestione di notizie, ingollate senza discernimento e senza intelligente conoscenza della realtà, non fa altro che aumentare l’emotività iraconda che troppe persone ormai manifestano.

Per far capire di cosa sto parlando vi riporto il testo di una mail che ormai da qualche tempo sta raggiungendo moltissime caselle di posta:

“ CONDIVIDO – Così mi è arrivato cosi ve lo giro.

LO STATO  chiede di aumentare l’età
delle pensioni perché in EUROPA tutti
lo fanno.

NOI CHIEDIAMO IN CAMBIO:

 w     di arrestare tutti i politici
corrotti , di allontanare dai pubblici
uffici tutti quelli  condannati in via
definitiva perché in EUROPA tutti lo
fanno
, o si dimettono da soli per
evitare imbarazzanti figure.

NOI CHIEDIAMO

 w      di dimezzare il numero di parlamentari
perche’ in EUROPA nessun paese ha cosi’
tanti politici !!

NOI CHIEDIAMO

 w      di diminuire in modo drastico gli stipendi
e i privilegi a parlamentari e
senatori, perché in EUROPA nessuno
guadagna come loro.

NOI CHIEDIAMO

 w      di poter esercitare il “mestiere” di politico al
massimo per 2 legislature come in
EUROPA tutti fanno !!

NOI CHIEDIAMO

 w      di mettere un tetto massimo all’importo
delle pensioni erogate dallo stato
(anche retroattive), max.  5.000, 00
euro al mese di chiunque, politici e
non, poiche’ in EUROPA nessuno
percepisce 15/20 oppure 37.000,00 euro
al mese di pensione come avviene in
ITALIA

NOI CHIEDIAMO

 w      di far pagare i medicinali visite specialistiche e cure
mediche ai familiari dei politici
poiche’ in EUROPA nessun familiare dei
politici ne usufruisce come avviene
invece in ITALIA
dove con la scusa
dell’immagine vengono addirittura
messi a carico dello stato anche gli
interventi di chirurgia estetica, cure
balneotermali ed elioterapioche dei
familiari dei nostri politici !!

CARI MINISTRI

 w      non ci paragonate alla
GERMANIA dove non si pagano le
autostrade, i libri di testo per le
scuole sono a carico dello stato sino
al 18° anno d’eta’, il 90 % degli gli
asili e  nido sono aziendali e gratuiti
e non ti chiedono 400/450 euro come gli
asili statali italiani !!

IN FRANCIA

 w      le donne possono evitare di
andare a lavorare part time per
racimolare qualche soldo indispensabile
in famiglia e percepiscono dallo stato
un assegno di 500,00 euro al mese come
casalinghe piu’ altri bonus in base al
numero di figli .

IN FRANCIA

 w     non pagano le accise sui carburanti delle
campagne di napoleone, noi le paghiamo
ancora per la guerra d’abissinia!!

NOI CHIEDIAMO A VOI POLITICI
che la smettiate di offendere la
nostra intelligenza, il popolo
italiano chiude 1 occhio, a volte 2, un
orecchio e pure l’altro ma la corda
che state tirando da troppo tempo si
sta’ spezzando.

 Chi semina vento, raccoglie …..tempesta !!!”

Non voglio esprimere giudizio sul contenuto, non entro nel merito delle dichiarazioni se vere o false, ma mi soffermo sull’ultimo paragrafo: non offendete la nostra intelligenza. E mi chiedo dove sta questa intelligenza? Nel mandare mail a tutte le persone? Cosa si pensa di ottenere in questo modo: solidarietà nell’ira che poi sfocia nell’omicidio della moglie in casa perchè è la più prossima ai nostri arti?

Sappiamo benissimo che la situazione va cambiata, perchè invece di lamentare dissenso non si trova UNITA’  NELLA VOLONTA’ DI MIGLIORARE? Contrastando però TUTTE le ingiustizie (non solo quelle che ci fanno comodo), secondo quei principi di libertà che ispirarono nobili correnti di pensiero dei secoli scorsi.

Denaro contante..

Ulteriore stretta alla circolazione del denaro contante.

Il limite che più volte è stato ritoccato oggi è pari a 1.000 euro.

Cosa significa:

1) divieto di pagamenti e trasferimenti (il nonno che vuole dare 1000 euro al nipote deve fare una donazione!)

2) titoli al portatore (il libretto di risparmio non può più esistere per importo superiore ai 1000 euro e di fatto non ha più nessun senso averne uno dato che ogni libretto costa 34,20 euro di bollo)

3) gli assegni bancari e postali devono essere tutti nominativi e non trasferibili.

ATTENZIONE perchè ogni transazione che supera questo limite deve essere comunicata al ministero dell’Economia e delle Finanze e le segnalazioni all’Unità di informazione finanziaria e, fatto salvo che il comportamento costituisca più grave reato, la mancata segnalazione comporta una sanzione amministrativa pecuniaria a carico dei soggetti coinvolti che va dall’1 al 40% della transazione.

Questo per disincentivare l’evasione fiscale. Si è sicuramente pensato che imponendo la tracciabilità dei pagamenti sarà più difficile evadere il fisco. Certo perchè in macelleria o al ristorante o in pizzeria o all’elettricista o all’idraulico o al fruttivendolo tutte le volte devo pagare più di 1000 euro!!!

Non fraintendete, non voglio con questo dire che tutte queste persone sono evasori, osservo solo che la manovra è assolutamente inefficace nei presupposti, per due motivi:

1) tante categorie di potenziali evasori non vengono minimamente toccate

2) la grande evasione fiscale (che è il VERO problema) non sarà sicuramente disincentivata da questa norma perchè l’evasione avviene con manovre societarie, con transazioni internazionali e non con lo scontrino non battuto!

Una mia personale considerazione: l’aumento della pressione fiscale incentiva il desiderio di fuga, provassero a ridurre le imposte probabilmente arriverebbero più soldi perchè il contribuente si sentirebbe di pagare il giusto. Ma…

L’euro ai minimi

Al mercato non piace questa situazione di incertezza europea.

Non c’entra la manovra di Monti, non interessa a nessuno lo sciopero, ancor meno pesa il giudizio di Moody’s: per uscire da questa situazione di speculazione il mercato vuole che l’euro costi di meno!

In alcuni post precedenti analizzavo la situazione della nostra moneta e la considerazione che questa crisi finanziaria si potrebbe risolvere molto agevolmente con una svalutazione.

Le istituzioni sono troppo impegnate a salvaguardare interessi di parte e non arrivano ad accordi seri e a trasformazioni radicali di un sistema ormai morto.

Al grande flusso di capitali questo tempo non serve. Non si aspettano decisioni e non si tiene conto di interessi, ormai la maggior parte delle transazioni avviene automaticamente e quando i grandi investitori partono con una strategia automaticamente i livelli di intervento (acquisto o vendita) fanno partire ordini sul mercato per non “perdere la tendenza”. Ecco che la svalutazione dell’ Euro arriva direttamente dal cambio con le altre valute.

Oggi siamo poco sopra 1,32 ma la giornata era iniziata con un cambio a 1,335.

Non sarà sicuramente una segnalazione da trader del Forex ma rimane valida l’osservazione che almeno fino all’area 1,27 la nostra valuta, in assenza di manovre radicali a livello europeo, non potrà contenere la svalutazione di mercato.

 

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